Il Tour manager di Sinatra.

24 Aprile 2016 

 

Una domenica qualunque in famiglia, 10 giorni fa.Primo pomeriggio, tutti ancora intorno al tavolo. E nella testa pensieri e dubbi, perplessità sulla vita, la musica,le scelte difficili e il futuro...
Squilla il cellulare. Numero inglese. Non so chi possa essere.
Mi chiudo in bagno così non sento le voci.
Lui è E.M. un gentiluomo scozzese, presentatomi da Lenny White nel 2010, suo amico di vecchia data. Ex produttore discografico, speaker radiofonico, critico, manager musicale e soprattutto tour manager di Frank Sinatra. Quasi 80 anni, lucidissimo.
Non mi ha mai chiamata prima. Ci siamo sempre sentiti solo via mail. Mi manda spesso registrazioni Jazz live introvabili e ci scambiamo qualche messaggio ogni tanto, un gentleman d'altri tempi. 
Iniziamo a parlare. Lui ha un accento e una voce bellissima, sembra di parlare con Sean Connery.
Poi mi rivela il motivo della sua chiamata.
Mi dice che erano anni che non ascoltava un album così diverso, innovativo e ricco di spunti unici come Blue Monday e che sentiva di dovermi chiamare di persona per dirmelo.
Per dirmi quanto io sia cresciuta dal primo disco e quanto lui pensi che se solo fossi con una grossa etichetta il mio disco sarebbe in tutte le classifiche. Che se avesse 15 anni in meno e stesse bene in salute si offrirebbe come mio manager.
Io non so che dire. Mi fisso nello specchio del bagno mentre sto appoggiata alla finestra immobile e non trovo le parole.
E mi commuovo di gioia.
Sentirmi definire "dynamite" da uno che era tutte le sere con Frank Sinatra in giro per il mondo...non mi pare possibile.
Sentirmi dire che -anche se lui è in pensione- posso considerarlo al mio servizio per rappresentarmi con chiunque io abbia bisogno perchè il suo desiderio è vedermi avere le opportunità che davvero merito mi tocca il cuore. Mi ripete tre volte che se considero quest'idea una cosa folle di non preoccuparmi,che non si offende, si rende conto di essere "out of the game"...e allora io mi soffermo a pensare..
OUT of the GAME? Perché io sono "in the game"? E poi chi stabilisce chi è dentro o fuori? Ma per me è solo un onore!
Uno che ha lavorato con Sinatra e con tutti gli altri grandi artisti che ha seguito lui può mai essere out of the game?No amico mio. 
Ma la cosa che mi tocca di più è la consapevolezza che quest'uomo con una cultura da far invidia a tanti e una grande esperienza di vita abbia dedicato il suo tempo e i suoi pensieri a me.
Più passano gli anni e più il tempo diventa il bene più prezioso che una persona possa dedicarci.Che onore.Che gesto di amore. Potrebbe stare in giardino a godersi la pensione e il sole ed invece chiama me. Vuole dedicare del tempo a me, alla musica ai miei sogni.
Lo ringrazio con il cuore pieno di gioia e di nuova linfa vitale.
Sono sazia di amore. Ma non riesco a parlare.
Mi sistemo, torno in salone, stanno servendo il gelato.

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